ABB PARTECIPA AL PRIMO HACKATHON SOLIDALE DI BIG BLOOM IN ITALIA

Il 14 e 15 aprile ABB Italia ha partecipato ad un hackathon organizzato da Big Bloom, Organizzazione internazionale specializzata in progetti e programmi per dipendenti di aziende e patrocinato dal Comune di Milano.

E’ il primo Hackathon solidale organizzato da Big Bloom in Italia e si è focalizzato nel sostenere l’Associazione il Balzo, circolo ARCI operativo nel quartiere milanese di Baggio che si occupa di aiutare le persone più fragili a livello educativo e sociale. L’obiettivo prefissato era quello di implementare un programma di comunicazione per dar maggior visibilità all’Associazione e renderla più attrattiva ai diversi stakeholders del territorio.

L’Hackathon ha visto coinvolte alcune tra le maggiori aziende che operano su Milano tra cui ABB, Mediobanca, Pirelli, Société Generale e altre ancora che, suddivise in squadre eterogenee, hanno sviluppato un progetto per aiutare l’Associazione nel suo obiettivo. Ogni squadra è stata accompagnata da un coach e un esperto di Design thinking che hanno guidato i partecipanti in un percorso di due giorni suddiviso in 5 sessioni: ascolto, ideazione, prototipazione, pitch e debriefing.

Un percorso partito con un approccio molto zen in cui la fase di “ascolto” ha fatto da padrona e che, col passare delle ore, si è trasformato in un crescendo adrenalinico. Ognuno dei partecipanti era “sfidato” ad anteporre la sana competizione del gruppo a quella individuale, ad arricchire e fare tesoro delle proposte dei singoli costruendo il percorso verso l’obiettivo anziché distruggerlo partendo da zero riempiendolo del “sé”. Il punto di forza di questo Hackathon è stato proprio questo: raggiungere l’obiettivo tutti insieme, non solo come componenti dei singoli gruppi, ma come insieme di partecipanti. E l’obiettivo era portare delle proposte valide per supportare Il Balzo, indipendentemente da chi fosse il vincitore.

“La partecipazione all’Hackathon è stata motivante sotto diversi aspetti che sono emersi durante la fase di produzione di idee e successivamente nella scelta dell’idea su cui lavorare”, afferma Claudio Raimondi, che ha partecipato all’hackathon insieme a Nadia Tansini, Marianna Muscariello e Federica Tommasi del team Communications di Electrification “Per prima cosa il fatto di cimentarsi su una tematica solitamente non oggetto del nostro lavoro quotidiano come la proposta di un progetto contro la povertà educativa è stato stimolante. L’esperienza di lavorare con un approccio Design Thinking, una metodologia che punta alla capacità di risolvere problemi complessi utilizzando una visione e una gestione creativa ha aggiunto nuovi stimoli da portare all’interno dei propri team”.

Durante la partecipazione all’Hackathon è emerso quello che è il punto di forza del Design Thinking, un approccio “democratico” capace di mobilitare tutte le risorse aziendali perché consente ai membri di contribuire alle soluzioni. Il fatto di essere incentrato sulla persona e sulla sua capacità di sviluppare un pensiero, sia come soggetto ideatore sia come destinatario del progetto, ha coinvolto istantaneamente le diverse persone parte del progetto lasciando a chi ha partecipato il ricordo di un’esperienza coinvolgente e di accrescimento professionale.

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