Premio Impresa 4.0: giovani protagonisti dello Smart Manufacturing

Sviluppare nel concreto un’idea di business, lavorare in team, esporre il proprio progetto di fronte a pubblici differenti: chiunque abbia bazzicato il mondo del lavoro sa che si tratta di aspetti non semplici da affrontare, neppure quando si hanno alle spalle tanti anni di vita professionale.

E ancor meno lo sono a diciassette anni, un’età nella quale la maggioranza dei ragazzi è dedita a tutt’altre attività: eppure è quello che hanno fatto con successo gli studenti dell’Itis Volta di Perugia, che con la loro micro impresa sVOLTAmo JA hanno vinto il Premio Impresa 4.0, che si inserisce nell’iniziativa “Impresa in azione”, promossa da ABB Italia e Junior Achievement, arrivando a esporre il loro progetto al Maker Faire di Roma e New York.

Su cosa si basa l’idea che vi ha portato alla vittoria?

Leonardo: «Alla base del successo c’è lo Smart Paper, all’apparenza un semplice dischetto di carta ma in realtà integrato con un sensore NFC, elemento che rende possibile compiere una serie di azioni utili semplicemente avvicinandolo a uno smartphone (ormai quasi tutti i modelli sono dotati di lettori NFC). La soluzione è alla portata di tutti ed economica, per quanto riguarda sia la produzione che la vendita. Può essere per esempio impiegato per far apparire un biglietto di auguri smart sul telefono di un amico, oppure, in maniera meno frivola, come salvavita, per comporre istantaneamente un numero di emergenza non appena avvicinato al telefono».

Il team SvoltaMo dell'ITIS Alessandro Volta di Perugia
Il team SvoltaMo dell'ITIS Alessandro Volta di Perugia

Perché la vostra scuola ha deciso di aderire a Impresa in azione?

Cesare: «Perché è un progetto riconosciuto dal MIUR come alternanza scuola-lavoro. Abbiamo voluto puntare sulla trasversalità: nella nostra mini impresa sono infatti presenti studenti provenienti dagli indirizzi chimico e informatico. Abbiamo sviluppato il progetto in autonomia, valutandone costi, fattibilità e quant’altro. In realtà l’idea non è nata immediatamente, inizialmente avevamo in lista diverse alternative, poi dopo una serie di verifiche abbiamo deciso di puntare sullo Smart Paper, dividendoci i compiti in base alle competenze».

Una delle molteplici versioni dello SmartPaper realizzata dal team SvoltaMO
Una delle molteplici versioni dello SmartPaper realizzata dal team SvoltaMO

Com’è nata l’idea dello Smart Paper?

Riccardo: «Per questo progetto abbiamo avuto circa 120 ore, distribuite fra normale orario scolastico, attività extrascolastiche e uscite didattiche. Queste ore vanno divise in due fasi: progettazione e produzione. La prima è stata più lunga e impegnativa, dal momento che abbiamo dovuto mettere a punto un prodotto che unisse due indirizzi abbastanza differenti. Una volta trovata la quadra, la fase di produzione è andata più spedita».

Parte del Team mostra con orgoglio il Premio ABB Impresa 4.0
Parte del Team mostra con orgoglio il Premio ABB Impresa 4.0

Quali sono stati gli aspetti più complessi nella realizzazione?

Alessandro: «Come ha detto Riccardo, non è stato facile unire due settori molto diversi tra loro. Ci sono state discussioni, anche perché avevamo idee completamente diverse sullo sviluppo finale del prodotto. Alla fine però questa diversità è stata il nostro punto di forza perché lo Smart Paper unisce tradizione e innovazione, mettendo insieme le competenze dei chimici nel lavorare la carta riciclata con qualcosa di digitale come l’NFC, che ha a che fare con il mondo della programmazione».

Parte del team SvoltaMO al Maker Faire di New York
Parte del team SvoltaMO al Maker Faire di New York

Che tipo di supporto c’è stato da parte della scuola?

Laura Rosati, docente di Informatica: «La nostra è una scuola 2.0, con laboratori di chimica e di informatica molto aggiornati. Inoltre promuove metodologie innovative nella didattica, come quelle del learning by doing. Nel progetto specifico abbiamo ricevuto sostegno da tutti i nostri colleghi delle varie discipline, che hanno sviluppato le capacità dei ragazzi: la docente di italiano, per esempio, ha aiutato il team ad acquisire competenze di marketing nonché ad affrontare discorsi in pubblico. In generale, per partecipare a questa iniziativa i ragazzi hanno dovuto andare oltre le proprie conoscenze di indirizzo: i chimici hanno imparato a programmare gli NFC, mentre gli informatici hanno acquisito gli elementi di base di lavorazione della chimica». «Intersecare le specializzazioni e formare i ragazzi sulla complementarietà delle diverse discipline è stato fondamentale per crescere, per i ragazzi come per noi docenti. Per poter formare i giovani abbiamo dovuto acquisire e interiorizzare competenze che trascendono i programmi ministeriali» aggiunge Nicoletta Perenze, docente di Chimica.

Alcuni rappresentanti del team SvoltaMo durante la premiazione di “Storie di alternanza scuola-lavoro”
Alcuni rappresentanti del team SvoltaMo durante la premiazione di “Storie di alternanza scuola-lavoro”

Il tessuto imprenditoriale locale vi ha sostenuto?

«Certamente. Le Camere di Commercio di Perugia e di Terni sono Partner Territoriali di Junior Achievement per l’Umbria» prosegue Perenze. «Nel caso di sVOLTAmo, Perugia si è occupata di dare un supporto coinvolgendo il Dream Coach, il volontario d’azienda che aiuta i ragazzi a realizzare il progetto: questo ruolo è stato assunto da Fabiola De Toffol di Link3C Società Cooperativa. Il 28 novembre scorso la stessa Camera di Commercio ha anche premiato il team nell’ambito del concorso “Storie di alternanza scuola-lavoro”».

Come hanno reagito i compagni alla vostra vittoria?

Come hanno reagito i compagni alla vostra vittoria? Luca: «Nella scuola il nostro progetto non era l’unico in gara, quindi si era anche creato un clima di competizione. Devo dire che, però, dopo l’aggiudicazione, abbiamo ricevuto complimenti da tutti. Molti compagni hanno persino acquistato i nostri Smart Paper. Il prezzo? I dischetti “aperti” e non ancora programmati li abbiamo venduti a 5 euro l’uno, mentre quelli bloccati a 3 euro».

 Che evoluzione avrà il progetto?

Gianmarco: «Attualmente gli Smart Paper sono venduti solo all’interno della scuola, ma l’obiettivo è arrivare a una vera e propria commercializzazione. Che passerà da una fase di miglioramento del prodotto, per andare oltre la classica forma del dischetto, e dalla creazione di un’applicazione disponibile nei principali App store. E, magari, anche da un vero e proprio brevetto. In ogni caso, oltre alla soddisfazione del premio, siamo estremamente contenti di avere creato un prodotto completamente nuovo, senza aver preso spunto da nessuno, con il contributo di tutti i membri della squadra».

 Che cosa vi lascia questa esperienza?

Donato: «Sicuramente oggi abbiamo più fiducia nel futuro, perché grazie agli eventi e fiere a cui abbiamo partecipato siamo tutti migliorati sotto l’aspetto pratico e intellettuale. Abbiamo capito come è possibile dare concretezza progettuale a un’idea. Abbiamo anche imparato a parlare in pubblico, partecipando a contesti molto differenti tra loro, abituandoci a microfoni, interviste, eccetera». «Da studente posso dire che queste sono esperienze altamente formative per il livello di competenze comunicative e imprenditoriali che non tutte le scuole offrono.», aggiunge Filippo. «E, a dispetto della sua recente messa in discussione, reputo l’Alternanza Scuola-Lavoro un progetto molto valido. Certamente la filosofia innovativa del nostro istituto è stata il terreno fertile per far decollare il nostro progetto; la nostra Preside Rita Coccia si impegna per offrirci uno studio diverso, interattivo, trasversale e soprattutto digitale, spronandoci a raggiungere e superare i nostri obbiettivi. Questa esperienza ci ha dato maggiore sicurezza e autostima e siamo riusciti a realizzare una grande idea, da grande team. Il Premio Impresa 4.0 di ABB e JA è solo l’inizio, lavoreremo per dare concretezza al nostro progetto». «Siamo fermamente convinti che la scuola abbia l’obbligo di insegnare ai ragazzi il nostro passato e al contempo il dovere di formarli sul loro futuro: le competenze che acquisiscono con esperienze di questo tipo devono essere uno sprone a migliorarsi sempre più e prepararsi per quello che sarà il loro mondo del lavoro», conclude Nicoletta Perenze.

ABB sostiene Junior Achievement Italia dal 2002 e nell’ambito del progetto “Impresa in Azione” ha istituito il Premio Impresa 4.0, in perfetto allineamento con la strategia digital del Gruppo e l’impegno profuso nell’ampliamento delle conoscenze e competenze digitali delle persone, People 4.0.

 «Collaboriamo con Junior Achievement da quando ha iniziato la sua attività nel nostro Paese e consideriamo questa partnership uno strumento strategico con il quale riusciamo a dare concretezza al nostro impegno verso i giovani e il loro ingresso nel mondo del lavoro, nonché l’educazione imprenditoriale», afferma Eliana Baruffi, Corporate Communications Manager di ABB in Italia e Presidente di Junior Achievement Italia dal 2014 al 2017. «La nascita del Premio Impresa 4.0 ha rappresentato un’evoluzione naturale dell’iniziativa Impresa in Azione, in sintonia con la trasformazione digitale che stiamo portando avanti in ABB. Tra le mini-imprese presentate dagli studenti è stata insignita del Premio quella che è riuscita a inserire un elemento digitale nel proprio progetto. Nella scorsa edizione di Impresa in Azione sono state numerose le imprese che si sono cimentate nella competizione e certamente rinnoveremo questa opportunità».

Il Premio Impresa 4.0 di ABB Italia
Il Premio Impresa 4.0 di ABB Italia

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